02-09-2019

Non tutti i chiodi sono uguali

I chiodi sono tra gli oggetti più usati nella storia dell’uomo, da sempre impiegati in svariate applicazioni. Si suppone che i primi chiodi furono utilizzati già dall'Homo sapiens mentre, una loro versione in legno, riguardò le opere di carpenteria addirittura nell'età del bronzo. Nel corso dell’evoluzione i chiodi furono fabbricati a mano, successivamente forgiati e talvolta fusi, ricavati da lamiere di ferro, fornendogli una sezione quadrata, fino ad arrivare alla loro produzione in serie nel 1700 negli Stati Uniti. A fine Ottocento vennero sostituiti da chiodi a sezione circolare prodotti da macchine che lavoravano un filo metallico. Oggi la normativa UNI EN 10230-1:2002 stabilisce i requisiti riguardanti la forma e le dimensioni preferenziali, le tolleranze dimensionali ed il rivestimento superficiale dei chiodi di filo di acciaio, forniti sciolti, per impieghi generali.
A seconda del tipo di applicazione vengono utilizzati chiodi diversi in carpenteria: per il legno, per il metallo, per il cemento realizzati in ferro o in acciaio il cui utilizzo è rivolto a svariati settori (edile, agricolo, industriale, artigianale e zootecnico).
I requisiti normativi prevedono un prodotto realizzato a partire da un filo ottenuto mediante trafilatura da vergelle prodotte in conformità alla EN 10016, parti da 1 a 4, la cui struttura si contraddistingue per: la testa – il gambo – l’estremità.
Link ha scelto di ampliare la propria offerta con:
Chiodi comuni in acciaio per carpenteria disponibili in vari diametri e lunghezze, conformi alla normativa UNI EN 10230-1:2002 (detti anche chiodi da carpentiere o chiodi per legno) realizzati 
1) testa: piana quadrigliata
2) gambo: rettilineo
3) punta: a diamante
4) prodotti con filo di acciaio trafilato a medio tenore di carbonio (circa 0,5-0,75%) e successivamente sottoposti a trattamento termico per aumentarne la durezza (HRC), pertanto risultano più duri dei chiodi in ferro. Tale tipologia è solitamente impiegata per il fissaggio di tavole di legno su blocchi e manufatti in calcestruzzo, laterizi o cemento armato.
Chiodi per cemento in ferro (nero o zincato), disponibili in varie lunghezze (detti anche chiodi da muro). Il suffisso “ferro” non è del tutto corretto, ma viene usato nel linguaggio comune per differenziarli dagli altri; poiché sono fabbricati con materiale più morbido. I chiodi di ferro vengono infatti prodotti con filo di acciaio trafilato lucido a basso tenore di carbonio (circa 0,05-0,10%). Tale acciaio si può piegare anche oltre i 90° e ciò garantisce più sicurezza per l’utilizzatore. Questo tipo di chiodi sono di solito impiegati per il fissaggio di tavole di legno tra loro oppure sul calcestruzzo. 
Per maggiori informazioni: Non tutti i chiodi sono uguali su Archiproducts

02-09-2019

Non tutti i chiodi sono uguali

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